Progettare moda a basso impatto sull’ambiente rappresenta l’orientamento più diffuso e sostenibile del momento, e l’importanza che questa mission assume è centrale sia per i grandi brand, che sempre più spesso scelgono tessuti e accessori Eco-Friendly, che per le nuove realtà, ovvero le start up del comparto moda.

Ci si domanda allora come poter dare vita ad un prodotto di alta qualità, realizzato con materiali pregiati e maestria artigianale, senza immettere nuovi ed inquinanti elementi nell’ambiente.
La risposta ci viene senz’altro dall’uso di tessuti naturali e di accessori “responsabili” come quelli presentati a Milano Unica, nell’ambito del Progetto sostenibilità che ha ospitato 150 aziende che hanno presentato più di mille campioni di tessuti e accessori tessili per l’autunno-inverno 2020/2021.

Tutte le aziende che hanno fatto parte del progetto hanno presentato prodotti realizzati con i rigidi criteri stabiliti dalla Commissione Tecnica del salone.
Sono così comparsi tessuti in cotone, poliestere ed elastan totalmente biologici e privi di hazardous chemicals oppure prodotti con risparmio energetico, pizzi cradle-to-cradle a livello gold e bottoni ricavati da canapa riciclata o da formaldeide e caseina prodotti con ridotto uso di acqua ed energia.

A fianco dell’ecosostenibilità si schiera poi la rivisitazione in chiave artistica di capi di alta qualità.
In questo contesto si colloca Estelle: realtà a cavallo tra sartorialità e intraprendenza.

Il percorso che porta Estelle a dare vita a nuove idee reinterpretando capi d’abbigliamento realizzati in materiali pregiati ma privi di contenuto estetico, eleva il re-fashion a livello di forma artistica e di linguaggio; anche la riscoperta di tecniche decorative artigianali quali il ricamo, contribuisce a creare un mix di classicità e modernità all’interno di uno stesso capo d’abbigliamento, che diventa quindi una tela su cui lo stilista/artista sperimenta, crea o modifica.

Del resto, chi non ha in mente l’impatto che ebbe un brand come Desigual, quando fece il suo esordio sul mercato italiano, grazie proprio ai suoi stravaganti mix di elementi che convivevano sullo stesso capo quasi come se fossero saltati fuori da una magica cesta dei tessuti.
Sembrava che avessero preso vita in un allegro mix di colori; forse la cesta magica non esiste ma, esistono tessuti, passamanerie e abiti che aspettano solo di essere sapientemente abbinati poiché usare ciò che esiste già ci risparmia di creare nuovi materiali, forse meno high tech ma sicuramente più ecosostenibili.

Altrettanto interessante risulta il valore dell’intervento creativo dello stilista che dà vita, di volta in volta, a capi unici che esulano quindi dalle dinamiche della produzione industriale che incide solo per la prima parte della genesi del prodotto.
Questo insolito stile sartoriale-creativo si pregia inoltre del nostro marchio Made in Italy, ulteriore plusvalore che i capi creati singolarmente vantano.

La cura per il dettaglio e l’uso di materiali di produzione italiana conferiscono a questo tipo di creazioni un sapore di lusso discreto, quotidiano, che non è rappresentativo dell’immagine stereotipata di un brand ma di un’idea che prende vita di volta in volta ispirandosi ad un pizzo, a un lurex o ad una seta.

E in questo contesto di preziosità non poteva mancare l’oro, che oltre che nei tessuti, si presenta anche in versione filato, e che dà vita a passamanerie e ricami creati ad hoc per arricchire e illuminare l’intimo o per conferire unicità a indumenti esternabili vedo-non vedo.

Pensare ogni capo, curare ogni piccolo dettaglio di tutte le proprie creazioni rendendole irripetibili, dare unicità ad ogni elemento in modo che ogni creazione sia diversa dall’altra; questo è quello che fa Estelle per creare capi unici, come unica è la stella che brilla sulla sua etichetta.

Orietta Ciccarelli

 

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